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lunes, 2 de abril de 2012

Come essere un ambientalista e non morire nel tentativo

Essere un ambientalista in un paese sottosviluppato, dove la sua agenda pubblica è piena di irrisolti problemi sociali, è definitivamente un atto temerario, per non dire quasi eroico. Eppure, dove apparentemente tutto è contro, la salvezza di questo pianeta è nelle mani degli ambientalisti. Viviamo in un mondo di nuove realtà e sfide che meritano nuove strategie, nuovi pensieri. Quindi scrivo queste righe nel caso in cui alcuni decidono di unirsi a noi in questa causa.
Un ambientalista ha come missione della vita re-immaginare il mondo, capire e far capire che tutte le specie che lo abitano hanno gli stessi diritti e opportunità, oggi e domani. La vita di coloro che abitano questo pianeta è un diritto, che fino all'ultimo secondo dobbiamo difendere con tenacia. Cioè, noi accettiamo l'esistenza del”altro”. Il quale noi comprendiamo e rispettiamo. L’”altro” può essere una persona che la pensa diversamente da noi, con diverse religioni, fedi e razze. Ma anche, possono essere le diverse specie animali, ecosistemi, habitat, che vivono e convivono con noi su questo pianeta. La causa ambientale, anche così incompresa è un ministero, è un apostolato, un atteggiamento missionario, la cui ragione è risvegliare la coscienza, la riflessione, nell'ambiente, nelle comunità, oppure lì dove si abbia la possibilità di interagire con gli altri le numerose difficoltà in materia ambientale che oggi sta vivendo la nostra città, stato, paese, continente e pianeta.
E come possiamo contribuire ad aumentare la consapevolezza ambientale? Il nostro esempio individuale è il primo passo. E tutto si riferisce a chiederci di essere un cittadino migliore, una persona migliore. Imparare ad apprezzare il fatto che anche in paesi come il nostro, siamo dei privilegiati, perché si ha l'acqua potabile, che abbiamo alcuni servizi inimmaginabili per molte persone nel mondo e questo che sembra quotidiano, irrilevante, è un tesoro.
Che la somma di consumo giornaliero di cibo, carburante, tra l'altro, si traducono a sua volta in una grande produzione di rifiuti, emissioni di gas in atmosfera, acque di scarico che, oltre le nostre case, si filtrano negli acquiferi, fiumi e mari, che hanno un impatto sull'ambiente. Ambiente dove abitatano anche altre comunità non-umane che saranno direttamente colpite, se non controlliamo gli iper consumi.
Che dobbiamo imparare e spiegare, che la natura ha una rete di corrispondenti, che qualsiasi danno ambientale fatto da noi in qualsiasi parte del mondo, oceani o continenti colpisce dal Polo Nord alla Patagonia. Che il cambiamento climatico, il riscaldamento globale, la diminuzione dello strato di ozono, i terremoti o tsunami, hanno smesso di essere parole o frasi lontane e che ogni giorno ci avvicinano di più alla nostra vita quotidiana. Come organizzarsi per difendere la causa ambientale? L’esperienza ci dice che il modo più diretto per partecipare, di sentirsi utile per il nostro sforzo è quello di motivarci e incoraggiare ad organizzare o aiutare a creare gruppi di volontariato o brigate ambientali, scolastiche, universitarie, comunitarie e cittadine, nel nostro ambiente.
Di seguito si presenta una “mappa”, nei diversi livelli di organizzazione, che permette realizzare modeste iniziative o attività, ma che insieme, hanno l’effetto di sensibilizzazione e riflessione sul fatto che noi non siamo soli su questo pianeta, e che il nostro contributo, piccolo o grande, sarà un contributo importante per l'ambiente in cui viviamo. 1.- Diventa un «nouvelle» ricercatore ambientale e giornalista: In un primo livello di organizzazione, si può essere molto utile per l’ecologia e l’ambiente, essendo un «nouvelle» ricercatore o giornalista ambientale, aiutando la vostra comunità a conoscere le varie preoccupazioni su questi temi. Sicuramente in molti mass media o mezzi di informazione, i vostri contributi saranno presi in considerazione.
2. - Creazione di brigate ambientalisti: Le brigate ambientaliste sono gruppi di giovani o adulti che si conformano per attività specifiche, ad esempio, dipingendo murales su temi ecologici (in pareti ad alta visibilità), mantenere nei cartelloni le informazioni aggiornate sulle questioni ambientali della regione, paese o del mondo. Organizzare eventi speciali di raccolta dei rifiuti o di rifiuti solidi dalle spiagge, fiumi e aree che possono influenzare la qualità della vita nell'ambiente. Assistere nel diserbo del terreno, la distribuzione delle informazioni scritte negli angoli affollati della città su un incidente che merita la solidarietà immediata dei cittadini, ad esempio per creare consapevolezza sul consumo di acqua, elettricità, ecc.
Raccogliere fondi per sponsorizzare uno eco-tour, per esempio assistere all’osservatorio ornitologico, organizzare visite al giardino botanico, acquario, zoo, tra gli altri. Offrire colloqui, conferenze o videoconferenze, su varie questioni ambientali. 3.- Creazione di gruppi o organizzazioni ambientalisti: I gruppi ambientalisti sono organizzazioni più permanenti nel tempo, in cui la conservazione dell'ambiente in una condizione accettabile per la vita non potrebbe capirsi senza gruppi dedicati a questi compiti in modo organizzato. Il suo lavoro è molteplice: ricerca, informazione e sensibilizzazione, denuncia, reporting, pulizia, conservazione e riforestazione.
La ragion d'essere dell’esistenza di queste organizzazioni può essere in difesa di un problema, tema in particolare o di portata globale, ad esempio, ci sono organizzazioni che si dedicano alla difesa di una specie animale (uccelli, balene, tartarughe, delfini, animali domestici) o flora, ecosistemi, o una località, così come esistono organizzazioni che il loro obiettivo principale è quello di sensibilizzare a tutti sui problemi ambientali che attualmete ha il pianeta. Queste organizzazioni possono essere di natura scientifica o divulgativa. Azul Ambientalistas, per esempio, è un’organizzazione ambientale, fu fondata nel 1986 nelle aule universitarie con lo scopo di fare ricerche, proposte, denunce e proteste contro il deterioramento del nostro ambiente; promuovendo, inoltre, i valori e le conoscenze per lo sviluppo sostenibile della conservazione dell'ambiente.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia

350 ppm

350 è il numero che gli scienziati assumono come il limite massimo di sicurezza per il biossido di carbonio che dovrebbe essere nella nostra atmosfera ed è misurata in parti per milione (ppm). Oltre tale numero avvengono i cambiamenti climatici fuori di controllo. Attualmente stiamo a 392 ppm, e se non siamo capaci di tornare rapidamente a meno di 350 ppm in questo secolo, si rischiarà di raggiungere i punti critici e gli impatti saranno irreversibili come lo scioglimento dello strato di ghiaccio di Groenlandia.
Tra quelli cambiamenti climatici c’è il riscaldamento globale, che sta accadendo più velocemente del previsto, dove gli esseri umani sono responsabili. Il riscaldamento globale è causato dal rilascio dei cosiddetti gas serra nell'atmosfera. Il gas serra più comune è il biossido di carbonio. Molte delle attività che facciamo ogni giorno, come cucinare, il riscaldamento nei paesi con 4 stagioni, il traffico veicolare, si basano sulla combustione di combustibili fossili come carbone e petrolio che emettono anidride carbonica e altri gas che trattengono il calore durante la combustione.
Il riscaldamento globale destabilizza il delicato equilibrio che rende la vita su questo pianeta possibile. Solo pochi gradi di temperatura possono cambiare completamente il mondo così come lo conosciamo, e minacciano la vita di milioni di persone. Il pianeta si trova in zona di pericolo, perché abbiamo inviato troppa anidride carbonica nell'atmosfera, e stiamo cominciando a vedere i segni di un problema reale: lo scioglimento del ghiaccio Artico, la rapida diffusione di siccità, tra gli altri priblemi.
Nel Forum Mondiale Umanitario svoltosi nei primi mesi del 2010, venne riferito che il cambiamento climatico causa la morte a più di 300.000 vite all'anno. Inoltre, il rapporto di Oxfam spiega che “il riscaldamento di 2 °C implica un futuro devastante per almeno 600 milioni di persone”.
Perciò, la riduzione di CO2 è la sfida principale nella lotta contro il riscaldamento globale, e sarà l'elemento chiave di qualsiasi trattato internazionale sul clima. Gli scienziati sono sempre più focalizzati sul ruolo di altri gas che agiscono sull'effetto serra a breve termine, come il metano (che è 25 volte più potente della CO2, ma c'è molto meno in atmosfera), la produzione industriale di CFC e di altri prodotti chimici nocivi.
Molte di queste fonti di inquinamento hanno un profondo impatto sul resto degli esseri viventi e l'ambiente, oltre ad essere contribuenti al cambiamento climatico. Cosa fare: Partecipare, come attivista in difesa della 350 in ogni luogo, città, dove ci troviamo. Creare momenti di riflessione per discutere la questione del cambiamento climatico e le sue conseguenze.
Discutere e persuadere a sostituire i nostri modelli di consumo energetico, ad esempio, la costruzione di pannelli solari e centrali eoliche per la produzione di energia, piantare alberi per ripopolare le foreste pluviali, creare migliaia di spazi verdi nelle città, tra le cose più immediate. AZUL Ambientalistas in Venezuela si unisce all'impegno globale di combattere per il 350 ppm.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia

I bambini smeraldi di Colombia

Circa di 10.000 bambini dai 10 ai 15 anni di età lavorano filtrando con pala e setaccio gli avanzi e rifiuti di rocce e fango provenienti delle miniere di smeraldi nel comune di Muzo, a 90 chilometri a nord di Bogotà, Colombia.
Sono pietre di un verde intenso, considerate da gemmologi come quelle della più alta qualità nel mondo. Il lavoro consiste nel trovare piccoli smeraldi o polvere di loro sfuggiti dal filtro della miniera, usando i bambini per tagliare sui tunnel troppo stretti.
La vita in questa città gira intorno allo sfruttamento di smeraldi e per questa comunità miniera “ognuno pratica la miniera dove si vuole, senza contare sulla comunità”, “ognuno lavora per conto proprio senza dipendere da altre famiglie o associarsi con loro”. E, naturalmente, sono i genitori stessi che inducono i loro figli, piuttosto minori, al compito di estrarre lo smeraldo. Diventando così, in una delle località del paese con la più alta popolazione analfabeta. Lo stimolo alla scuola semplicemente non esiste. Allo stesso modo, la povertà e sovraffollamento è il denominatore comune in Muzo (media di 10 persone per stanza). Nei casi in cui l'abuso sessuale tra fratelli o genitori ai figli, è all'ordine del giorno.
Lo sfruttamento di smeraldi richiede ai bambini un grande sforzo fisico e li sottopone a rischi diversi che mettono in pericolo la loro integrità fisica (visto che sono sottoposti a temperature estreme, gli odori tossici o la presenza di polveri nell'aria, punture di insetti e/o morsi di animali, rumori o vibrazioni permanenti) oltre all’impatto psicologico prodotto da questa situazione, il che dimostra una violazione flagrante dei loro diritti umani ad essere bambini. In Colombia, i bambini e le bambine di questa città mineraria, batte il record nelle malattie respiratorie, è la località con il maggior numero di minorenni malati. Poche opportunità esistono per questi bambini. Ci sono quelli che dicono che il loro futuro degli abitanti di Muzo è l’avidità, l'ignoranza, l'impunità, gli interessi e complicità collettiva.
Ogni volta che vedremo un orecchino, una collana o un anello di smeraldo, cerchiamo di osservare bene queste pietre, certamente nella sua forma più densa, più intima, scopriremo la forma del viso di uno di questi bambini rimasti senza futuro.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia

sábado, 3 de marzo de 2012

Con l’acqua potabile eravamo felici e non lo sapevamo

L'anno 2011 chiude con un saldo di 900 milioni di persone nel mondo che soffrono di quasi totale mancanza di acqua potabile e si stima che arriveranno a 2,5 miliardi entro il 2025. Anche se il problema è globale, sembra che i paesi sottosviluppati siano quelli che soffriranno di questa agonia, a causa della crescita in aumento della popolazione (si stima che nascono in questi territori il 95% dei 80 milioni di persone che ogni anno aumenta la popolazione mondiale).
In questo senso, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF, hanno detto che 24.000 bambini muoiono ogni giorno in America Latina, nei Caraibi e nell'Africa per cause prevenibili come la diarrea, colera, infezioni virali e parassitarie, malattie come la malaria e la tubercolosi, tutte queste conosciute per esercitare un forte effetto depressivo sul sistema immunitario prodotto dall’acqua contaminata. Si stima che un bambino soffre fino a quattro episodi di diarrea all'anno.
I bambini e le bambine di queste paesi hanno anche la possibilità di avere diarrea fino a 240 volte superiore rispetto ai bambini e le bambine dei paesi sviluppati. Tutto questo porta come conseguenza della mancanza di acqua potabile in queste regioni, che un bambino muoia ogni tre secondi e mezzo.
Secondo l'OMS, dal punto di vista della distribuzione, si stima che sono necessari per persone 50 litri di acqua al giorno. Avendo 55 paesi un consumo di acqua potabile per persona/giorno sotto il minimo. In America Latina, per esempio, consumiamo una media di 250 litri per persona/giorno (in cui solo lavarsi i denti con il rubinetto aperto, si consumano circa da 10 a 20 litri e da 45 a 50 litri a usare il gabinetto). A proposito, un lavaggio di veicolo con un tubo flessibile può consumare circa 500 litri di acqua. Mentre in alcune parti dell'Africa non raggiungono i 2,5 litri di acqua per persona.
Il dibattito globale è centrato sul tema ricorrente dell'ambiente. Ed in particolare alla nuova malattia del pianeta, il cambiamento climatico. Che sta causando il scioglimento dei poli, l'aumento delle temperature e il volume dell'oceano, tra le altre conseguenze. Secondo il Panel internazionale sul cambiamento climatico, questi eventi si riflettono drammaticamente nei paesi africani, Centro e Sud America e nei paesi di Oceania.
Si prevede che l'erosione dell’acqua corrente, i flussi dei fiumi e la disponibilità d’acqua diminuisca in queste regioni, accompagnata da frequenti inondazioni e siccità. Oltre alla deforestazione incontrollata e lo sviluppo agricolo senza controllo, dighe e sistemi di irrigazione sono gli altri responsabili della scarsità del nuovo e vitale "petrolio bianco".
Naturalmente che i paesi sviluppati hanno preso le sue precauzioni, i recolonialisti o neocolonialisti, stimolando iniziative di privatizzazione dell'acqua potabile in base a presunte azioni "ben intenzionate" per ridurre la povertà, la riduzione del debito, la liberalizzazione del commercio e sviluppo economico.
Cosa fare? Nel attivismo ambientale, la partecipazione dei cittadini è la soluzione. L'agenda pubblica dei nostri paesi, richiede la considerazione di più azioni, leggi, interventi sulle questioni ambientali. È necessario indicare la strada. Queste azioni devono essere collettive, militante e disinteressate. L'obiettivo è senza frontiere, senza esclusione, è un obiettivo superiore: la vita.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
Hugo E. Méndez U.

viernes, 2 de marzo de 2012

L'eredità generazionale

Ho 50 anni e ho una figlia adolescente. La possibilità che i miei nipoti raggiungano almeno la mia età è ancora incerto. Anche quando entrambe le famiglie, materna e paterna è ricorrente avere una famiglia ottuagenaria e centenaria. Ma al di là della nostra genetica della longevità, l'ambiente sarà il fattore determinante. Da continuare il percorso che portiamo, la qualità della vita di mia figlia sarà compromessa, ma quella dei miei nipoti sarà incerta.
Entro 50 anni, gli scienziati stimano che il mondo aumenterà la sua temperatura di 4° C in più, portando come conseguenza la scomparsa del ghiaccio del Artico, così come gli orsi polari e pinguini.
Il livello del mare si alzerà e si sommergeranno città come New York, Boston, Miami, Los Angeles, San Francisco, Vancouver, Buenos Aires, Sao Paulo, Rio de Janeiro, Recife, Dhaka, Città del Capo, Cairo, Dubai, Mumbai, Singapore, Bangladesh, le Filippine, Shanghai, Sydney, Perth, Auckland, Hong Kong, città giapponesi, Vladivostok, Amsterdam, Londra, Dublino, Bilbao, San Sebastian, Santander, Ferrol, la Coruña, Rias Baixas, tra le altre città che sono a piedi di costa. Altrettanto si stimano innumerevoli mega terremoti durante questo periodo.
Questa geografia incontrollata impattarebbe direttamente ai più importanti acquifere di acqua dolce che attualmente conosciamo. I cambiamenti climatici pregiudicarebbe anche la maggior parte delle specie marine, riducendo drasticamente o scomparendo la specie. Inoltre, causarebbe la scomparsa della foresta amazzonica, che parallelamente il tasso di deforestazione e la combustione sta facendo, le prolungate siccità, portando la morte della vegetazione.
Allo stesso modo influenzano sul resto delle “humedales” e foreste minori. Molte delle specie che conosciamo oggi, si vedranno solo in archivi fotografici e videografici. Come conseguenza dalla perdita irreversibile della biodiversità a livello mondiale.
Attualmente, secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa due milioni di persone muoiono ogni anno a causa delle conseguenze di inquinamento atmosferico che provoca problemi respiratori e cardiaci, infezioni polmonari e cancro. In 50 anni, si stima che alte concentrazioni di CO2, come altri gas nell'atmosfera avrà un effetto esponenziale, facendo di questo tipo di inquinamento la principale causa di decessi nel mondo, si stimano circa 100 milioni di morti all'anno.
Sulla questione alimentare, questo sarebbe influenzato dalla crescita della popolazione mondiale. Entro il 2012, la popolazione mondiale è stimata a 7.000 milioni, fra 50 anni la popolazione potrebbe aumentare di 2 miliardi di persone in più, cioè, saremo in 9 miliardi di persone. A quel punto dovremo produrre più cibo con meno spazio di quello che abbiamo oggi per la coltivazione.
Cosa fare? Sembra che si tratti di pura finzione? o continuaremo ad invecchiare dietro a questa realtà? È l’egoismo personale che sicuramente governa la nostra vita e non ci permettono di costruire una eredità per le nostre future generazione?.
La partecipazione dei cittadini nella difesa della natura è in porta. Unisciti a noi oggi nell’azione in materia ambientale, bisogna dare tutto per i nostri figli, i nostri nipoti e le generazioni future. Camminiamo insieme in questa crociata per la vita.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24

jueves, 1 de marzo de 2012

Venezuela: "Un Avatar" di mangrovie che diventa Parco Comunale

La Stazione Biologica “Popoli d'Acqua" (programma sviluppato dalla Fondazione Azul Ambientalistas in collaborazione con il Centro di Educazione Popolare "Jesus Ortega Rosario") è stato creato con il sostegno del Consiglio Comunale Capitano “Chico” del popolo di “Santa Rosa de Agua”, che si trova in la città di Maracaibo, stato Zulia, il primo Parco Comunale di Mangrove denominato "Terra dei Sogni".
130 ettari di foresta costiera, accompagnati da estese “humedales” fanno l’habitat di una grande biodiversità, che da oggi è diventato uno spazio verde e blu, che gode della protezione di ricercatori, ambientalisti, biologi, canta autori, artisti, pescatori, i residenti della comunità “santarosarense”, ai fini di difendere congiuntamente questa foresta bellissima di mangrovie.
All'interno di questo "Avatar" naturale, abbiamo progettato un percorso interpretativo per lo studio della mangrovia rossa. Sono 1,5 kilometri costituite da gallerie di alberi di mangrovie che arrivano fino a 40 metri di altezza e strade che si affacciano sulla costa del lago di Maracaibo.
Qualora una delle tappe di questo percorso, chiamato Campeggio Ecologico Antonio Moran "Titay", è stato il punto di vista degli oltraggi del pirata Henry Morgan nel secolo XVII e il secolo XIX, la Battaglia Navale di Maracaibo, che alla fine suggellò la indipendenza del Venezuela. Un'altra icona di questo spettacolare parco di mangrovie è che sin dal suo inizio ha un Guardia Forestale, un pescatore locale denominato Deglys Almarza di origine indigena, residente della Isola Toa alla bocca del Golfo del Venezuela, che per più di tre decenni è stato il suo difensore più ardente.
Da questo bosco paradisiaco, il realismo magico dello scrittore Gabriel García Márquez diventa valido. E sicuro siamo che il regista James Cameron per il suo nuovo film di Avatar, ha ancora molto da imparare.
Questo santuario della flora e della fauna, Parco Comunale denominato " Terra dei Sogni ", diventa così, il grande tesoro scientifico, ricreativo e culturale della comunità aborigena "Añu", i cosiddetti popoli di acqua, i paraujanos e dei suoi 26 villaggi “palafíticos” (costruiscono le loro case su palafitte sul lago, imitando le radici di mangrovie rosse) che vivono nel Bacino Lago di Maracaibo.
Invitato a tutti a conoscere uno dei patrimoni ecologici più importanti della parte occidentale del Venezuela e del mondo.
Per Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24