miércoles, 2 de septiembre de 2015

La Fondazione Azul Ambientalistas fa il compleanno!!!: 29 anni al servizio del mondo



La Fondazione Azul Ambientalistas è una ONG ambientale, ecologista e conservazionista, creata il 1° settembre 1986 presso l’Università di Zulia, Maracaibo, Venezuela, con lo scopo di proteggere l’ambiente. È una organizzazione che realizza azioni dirette non-violente e di ricerca per raggiungere i suoi obiettivi.

È la terza ONG, in longevità, del continente americano –la prima Sierra Club in California, Stati Uniti d’America, nel 1892 e la seconda Greenpeace in Vancouver, Canada, nel 1971–. È stata un’organizzazione che fa azioni dirette non violente, sostenendo le sue impostazioni nel rigore scientifico e in iniziative di riflessione/attivismo cittadino, attraverso l’educazione ambientale.

  Il Manifesto Ambientalista di Azul

L’epoca dei “sistemi” è passata.
L’epoca della costruzione della forma essenziale del ente partendo della verità dell’essere non è arrivata ancora...
M. Heidegger, Contributi alla filosofia

A tutti gli esseri viventi differenti alla razza umana, che d’ora in poi “apellidaremos”, gli «humánidos», che essendo del regno animale o vegetale, ci accompagnano in modo essenziale -per questo noi gli diamo il nostro cognome-, nella fantastica avventura sul pianeta Terra.

Ai sette miliardi di esseri umani, registrati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite all’inizio del secondo decennio del secolo XXI, e a quelli che nasceranno nei prossimi anni.

Siamo categorici nel definire l’ambientalismo di oggi come il sacro rispetto per il dono della vita, l’eredità per coloro che vengono. È la ricompensa con il più profondo amore alle nostre due madri, quella biologica e quella naturale (Mamma Terra, Hallp`amama o Pachamama). Il riconoscimento a coloro che sono stati i nostri genitori: alberi, montagne, fiumi, laghi, cielo.

È proteggere ai fratelli non-umani: invertebrati, vertebrati, anfibi, il regno vegetale. È chiedere perdono per coloro che sono stati uccisi o rubati per allungare la nostra vita. È la lotta per la vita che dà senso alla vita. È l’opposto alla crudeltà, all’avidità. È la via della pace spirituale, senza sensi di colpa. È l’ultima utopia.

Un ambientalista ha come missione di vita re-immaginare il mondo, capire e far capire che tutte le specie che lo abitano hanno il diritto alla vita, e anche nell’ultimo secondo o battito di cuore, dobbiamo difenderla con tenacia. Accettare l’esistenza dell’«altro», è il primo impegno. Il quale noi comprendiamo e rispettiamo. L’«altro» può essere una persona che la pensa diversamente da noi, con differenti religioni, status sociale, razza. Ma anche lì devono essere incluse, naturalmente, le diverse specie animali, vegetali, ecosistemi, habitat, l’acqua, l’aria, la terra su cui andiamo tutti i giorni.

Il pensiero ambientalista è stato creato in America, l’America ha lanciato al mondo il SOS dell’ambientalismo. America come un continente, porta nei suoi geni una cosmovisione ambientalista, che proviene dai loro antenati indigeni, e nel secolo XX , le prime azioni che hanno interpretato coraggiosamente la difesa della natura, nascono dalla “zaga” di Greenpeace, a Vancouver, a ovest di Canada.

Gli ambientalisti hippies, hanno attirato l’attenzione del mondo per protestare con indipendenza, senza compromessi con i partiti né legami con ideologie esistenti, gli esperimenti nucleari nel Pacifico. Poi l’intolleranza e la persecuzione, di chi hanno governato il paese in quella epoca, hanno costretto alla maggior parte dei suoi fondatori a rifugiarsi in Europa. Era troppo sospettoso, durante la Guerra Fredda, protestare per difendere il pianeta.

La proposta ambientalista, non è la terza via, non è il vestito nuovo di una sinistra o una destra che vedono accorciate le loro offerte elettorali. Né, è un culto o una nuova religione. Oggi è l’unica via, per valorizzare la vita. Viviamo nuove realtà che richiedono ad urla nuove strategie. È ripensare un cambiamento nel nostro contratto sociale settario per un contratto naturale inclusivo. Abbiamo bisogno di codici etici globali. Modificare, cambiare il conservatore “senso comune” per un senso ambientale.

L’essere umano ha la capacità di reinventarsi se stesso e il pianeta richiede di questa metamorfosi, l’intelligenza per sommare sforzi e “sapienze” specifiche, generali, proprie, imparate o empiriche, ma tutte con un solo obiettivo comune, preservare la Terra. Essere un ambientalista è una posizione di compromesso, ferma e attivista. Non è comportarsi come lo struzzo, che davanti alla incomprensione o al pericolo mette la testa in un buco per sfuggire alla realtà. Proteggere le specie -humanus e humánidos- nella natura, è la sfida.

L’antica lotta tra la civiltà e la Terra, dovrebbe scomparire radicalmente, sostituirla con la convivenza amorevole, equivalente, mutuamente aportativa tra la Terra e la civiltà -la pace fertile- per salvaguardare il più grande miracolo del Pianeta Azzurro: l’esistenza.

In questo sforzo titanico dei migliori uomini e le migliore donne per cambiare il corso del destino del mondo, per rimuoverlo dal futuro disastro nel quale lo ha portato la follia umana, confluiscono -a livello scientifico, artistico, poetico, filosofico, umanistico- gli ambientalisti, coloro che lavorano per proteggere la natura, intesa come la diversità di flora e fauna, la bellezza dei paesaggi naturali, un privilegio di cui gode la specie umana, come un luogo di svago, ricreazione e contemplazione che deve essere rispettato così come è stato ereditato nel corso della storia

Gli ambientalisti come attivisti che chiedono una reciprocità attiva e feconda tra l’uomo e l’ambiente, un rapporto generazionale, che non sia basato su un modello di sfruttamento irrazionale e distruttivo delle risorse. Radicali nella difesa del diritto al godimento della vita di tutte le specie.

Questo manifesto conclude con la proposizione di cinque faccende primarie generali che deve realizzare del ambientalista:

1. Liberare lo spazio in cui viviamo: la casa o un appartamento il più possibile dell’inquinamento ambientale (la preparazione per il riciclaggio dei rifiuti, risparmio energetico, gestire bene l’acqua, mantenere l’ornamento).

2. Il monitoraggio del settore urbano in cui viviamo: rivitalizzare gli spazi verdi (giardini, i viali, piazze, parchi). Riportare gli sversamenti di acqua potabile. Combattere l’inquinamento acustico, ecc.

3. Fare pressione: ogni ambientalista può portare a gli enti governativi (comuni, consigli comunali, consigli legislativi, governi, ministeri, ecc.) le loro proposte, reclami e suggerimenti.

4. Divulgare: tutti gli ambientalisti dovrebbero usare i mass media a sua disposizione (stampa, radio, televisione, social network, aule, spazi universitari). Per realizzare tutto ciò che è stato indicato nelle sezioni precedenti così come nuovi contributi e idee.

5. Lo strumento politico: l’ambientalista assumerà, se necessario, funzioni politiche forti per proteggere l’ambiente. Senza paura.

Gli ambientalisti del mondo, ci impegniamo attraverso questo manifesto per compiere le sette azioni sacre per salvare la Terra:
Piantare alberi,
Proteggere gli animali e la flora,
Gode il piacere dell’aria,
Rispetta l’acqua,
Amministra il fuoco,
Ama la Terra e la Mamma Terra, la Hallp`amama o Pachamama.
Ama la vita.

Difendiamo con tutta la forza dei nostri muscoli, il nostro pensiero, il nostro sentire di patria in cui siamo nati e alla Madre Patria, dove ritorneremo per il viaggio attraverso l’abisso dell’eternità, il Pianeta Azzurro, la Terra.

Fundación Azul Ambientalistas

Lenin Cardozo, ambientalista venezuelano | ANCA24 – Lubio Cardozo, ecopoeta venezuelano | ANCA24 – Hugo E. Méndez U., giornalista ambientalista venezuelano | ANCA24 Italia

martes, 1 de septiembre de 2015

Conoce el Esequibo - #Exxon NO!!



Vídeo en apoyo  a  la Campaña "En el Esequibo Venezolano #Exxon NO",  un territorio con una conjunción de ecosistemas que lo hacen único en el mundo






FENÓMENO “EL NIÑO” AMENAZA CON AGUDIZAR Y EXTENDER LA SEQUÍA

FENÓMENO “EL NIÑO” AMENAZA CON AGUDIZAR Y EXTENDER LA SEQUÍA


Fenómeno “El Niño” amenaza con agudizar y extender la sequía

El Zulia vive cada día con más intensidad la alteración del clima. Los efectos del fenómeno “El Niño”, la desforestación y la sequía extrema, generan un sobrecalentamiento de la región. El Centro de Modelado Científico de la Universidad del Zulia (CMC) advierte que las condiciones geográficas se han alterado alarmantemente.

El primer semestre del año culminó y el ciclo de lluvia correspondiente a abril, mayo y junio, no se presentó, ocasionando que las reservas de los embalses Tulé, Manuelote y Tres Ríosdescendieran drásticamente.
En un boletín de productos climáticos de LUZ, publicado en agosto pasado, plantearon los escenarios para el próximo periodo de lluvias de septiembre a noviembre. Lloverá poco, pero podrían registrarse lluvias de hasta 10 horas continuas.


El ambientalista Gustavo Carrasquel, director general de la Fundación Azul Ambientalista, analizó las gráficas en las que se evalúan las probabilidades de pluviosidad para la región occidental de Venezuela. Carrasquel explicó a Versión Final, que serán pocos los días de lluvias, sin embargo, alertó que las precipitaciones serán con gran intensidad.
“Las condiciones geográficas están alteradas. Se presentan pocas condiciones de pluviosidad. No va a llover corrido, pero puede llover 10 o 14 horas en un día. No esperemos lluvias que llenen embalses, porque hay evidencias científicas que dicen que no va a ser así”.
Prevención
Carrasquel, como experto en educación ambiental, considera que el estado no está preparado para enfrentar el cambio climático. La Organización Meteorológica Mundial (OMM) catalogó al año 2013 como el sexto año más seco desde 1860 y advirtió que las consecuencias se iban a reflejar en 2014 y siguen extendiéndose en este 2015.
“La temporada de lluvias se alteró. La lluvias han venido por condiciones inestables. Estoy seguro que habrá contingencias de todo tipo, porque no estamos preparados”, aseguró Carrasquel.
Ángel Muñoz, físico e investigador del Centro de Modelado Científico de LUZ, expresó que según los escenarios planteados por el CMC, “todo apunta a precipitaciones más bajo la normal (menos días con lluvia)”.
Fenómeno “El Niño”


El consenso de modelos indica que “El Niño” continuará hasta por lo menos principios del año entrante, con intensidades mayores a la actual (moderado-fuerte), situación que agravaría la sequía en la región.
A través de una imagen satelital tomada por la Administración Nacional Oceánica y Atmosférica(National Oceanic and Atmospheric Administration, NOAA), el pasado 25 de agosto, se aprecian las condiciones de temperatura y fuerzas eólicas del fenómeno, que se viven en el Pacífico y estas condiciones anómalas se están manifestando en el Atlántico.


“El sobrecalentamiento que viene desde el Pacífico y entra directamente a las costas peruanas y ecuatorianas, al pasar la cordillera andina, llega a Venezuela y Maracaibo. Con las características geográficas que tenemos estamos sufriendo las embestidas de una de las sequías más anómalas de los últimos cien años”, detalla.

Según investigaciones hechas por la Fundación Azul Ambientalista, la Sierra de Perijá posee un 75 por ciento de deforestación de su masa original, lo que ha producido el sedimento de muchos caños. “Cuando llueva se arrastrará mucho sedimento hacia los embalses”.

Mileidy Vílchez/Foto: Humberto Matheus
Diario Versión Final






Azul Ambientalistas esta de cumple!! 29 años sirviendole al mundo

La Fundación Azul Ambientalistas, es una ONG ambientalista, ecologista y conservacionista, creada el 1ro de Septiembre de 1986 originada en la Universidad del Zulia en Maracaibo, Venezuela. En su estilo, como organización que realiza acciones directas no violentas y de investigación para lograr sus objetivos, es la tercera más antigua del Continente Americano (La primera Sierra Club en California, Estados Unidos, en 1892 y la segunda Greenpeace en Vancouver, Canadá, en 1971).

Manifiesto Ambientalista de Azul

La época de los “sistemas” ha pasado.
La época de la construcción de la forma
esencial del ente a partir de la verdad
del ser no ha llegado aún…
M. Heidegger, Aportes a la filosofía
A los siete mil millones de seres humanos, contabilizados por la Organización de las Naciones Unidas al inicio de la segunda década del siglo XXI, a los que nacerán en el transcurso de los próximos años.
A todos los seres vivos distintos a la raza humana, a quien a partir de ahora “apellidaremos”: los humánidos, que siendo del reino animal o vegetal, nos acompañan de manera esencial –por eso le damos nuestro apellido– en la fantástica aventura sobre el planeta Tierra.
Somos categóricos al definir al ambientalismo de hoy como el sagrado respeto al don de la vida, el legado para quienes vendrán. Es la retribución con el más profundo amor a nuestras dos madres, a la biológica y a la natural (La Madre Tierra). El reconocimiento a quienes han sido nuestros padres: árboles, montañas, ríos, lagos, cielo.
Es proteger a los hermanos los no humanos: invertebrados, vertebrados, anfibios, el reino vegetal. Es pedir perdón por quienes han sido sacrificados o robados para prolongarnos la vida. Es la lucha por la vida que le da sentido a la vida. Es lo opuesto a la crueldad, a la codicia. Es el camino de la paz espiritual, sin culpa. Es la última utopía.
Un ambientalista tiene como misión de vida re-imaginarse el mundo, entender y hacer entender que todas las especies que lo habitan tienen derecho a la vida, y aun en el último segundo o latido, tenazmente debemos defender. Aceptar la existencia del “otro”, es el primer compromiso. La cual debemos comprender y respetar. El “otro” puede ser una persona que piense distinto a nosotros, con diferentes religiones, posición social, razas. Pero también allí van incluidas, por supuesto, las distintas especies animales, vegetales, ecosistemas, habitas, las aguas, el aire, la tierra sobre la que andamos todos los días.
El pensamiento ambientalista se creó en América, América lanzo al mundo el S.O.S. del ambientalismo. América como continente, trae en sus genes una cosmovisión ambientalista, que viene de sus ancestros indígenas, y en el siglo XX, las primeras acciones que interpretan con valentía la defensa de la naturaleza, surgen de la zaga del Greenpeace, en Vancouver, al oeste de Canadá.
Hippies ecologistas, llamaron la atención del mundo al protestar con independencia, sin compromisos partidistas ni vinculaciones con las ideologías existentes, las pruebas nucleares en el pacífico. Luego la intolerancia y el hostigamiento, de quienes gobernaban ese país para la época, obligo a la mayoría de sus fundadores a refugiarse en Europa. Era demasiado sospechoso, en plena guerra fría, protestar para defender el planeta.
La propuesta ambientalista, no es la tercera vía, ni es el nuevo traje de una izquierda o de una derecha que ven disminuidas sus ofertas electorales. Tampoco, es una secta o alguna nueva religión. Hoy es la única vía, para valorar la vida. Vivimos nuevas realidades que exigen a gritos nuevas estrategias. Es replantearse un cambio en nuestro contrato social sectario por un contrato natural incluyente. Requerimos códigos de ética globales. Cambiar ese conservador “sentido común”, por un sentido ambientalista.
El ser humano, tiene la capacidad de reinventarse a sí mismo y el planeta requiere esa metamorfosis, la inteligencia para sumar esfuerzos y saberes específicos, generales, propios, aprendidos o empíricos, pero todos con una meta común, preservar la Tierra. Ser ambientalista es una postura comprometida, firme y activista. Es no actuar como el avestruz, que ante la incomprensión o el peligro mete su cabeza en un hueco, para eludir la realidad. Proteger las especie (humanus y humánidos) en la naturaleza, es el desafío.
La vieja contienda entre la civilización y la Tierra, ya debe desaparecer radicalmente, sustituirla por la convivencia amorosa, equivalente, mutuamente aportativa entre la Tierra y la civilización (la paz fértil) para salvaguardar el milagro mayor del Planeta Azul: la existencia.
En este esfuerzo titánico de los mejores hombres y mujeres para cambiar el rumbo del destino del mundo, para apartarlo del futuro desastre al cual lo ha llevado la insensatez humana, confluyen – a nivel científico, artístico, poético, filosófico, humanístico – los conservacionistas quienes se ocupan de proteger la naturaleza, entendida como la diversidad de flora y fauna (la defensa de una especie en vías de extinción, por ejemplo), la belleza de los parajes naturales, como un privilegio del que disfruta la especie humana, como un lugar de esparcimiento, recreo y contemplación que debe ser respetado tal y como ha sido heredado a lo largo de la historia; los ecologistas que profesa la ecología como ciencia, los científicos de las ciencias naturales que estudian los habitas, ecosistemas, biomas, etc.
Los ambientalistas como activistas que exigen una reciprocidad activa, fecunda entre el ser humano y el ambiente, una relación generacional, que no esté basada en un modelo de explotación de los recursos irracional y destructivo. Radicales en la defensa del derecho al disfrute de la vida de todas las especies.
Este manifiesto concluye con la proposición de los cinco haceres primarios generales para materializar la acción del ambientalista:
1. Liberar el espacio donde habitamos: la casa o apartamento en lo posible de las contaminaciones ambientales (preparar la basura para el reciclaje, ahorrar energía, administrar bien el agua, mantener el ornato, etc.)
2. Vigilar el sector urbano donde vivimos: vitalizar los espacios verdes (jardines, islas de avenidas, plazas, parques, etc.). Denunciar los botes de aguas blancas y servidas. Atacar la contaminación sónica, etc.
3. Presionar: todo ambientalista tiene suficiente perfil ciudadano para llevar a las instancias de gobierno (alcaldías, concejos municipales, consejos legislativos estadales, gobernaciones, ministerios, etc.) sus proposiciones, denuncias, sugerencias etc.
4. Divulgar: todo ambientalista debe usar los medios divulgativos a su alcance (prensa escrita, radio, televisión, redes sociales, aulas escolares, espacios universitarios, etc.) para llevar a cabo todo lo que se ha señalado en los acápites anteriores y así como nuevos aportes e ideas, en fin.
5. La herramienta política: el ambientalista asumirá si fuere necesario, funciones políticas firmes para defender el ambiente. Sin miedo.
Los ambientalistas del mundo, nos comprometemos a través de este manifiesto a cumplir las siete acciones sacras para salvar la Tierra: Siembra árboles, protege los animales y la flora silvestres, goza el placer del aire, respeta el agua, administra el fuego, ama la tierra y a la Madre Tierra, valora la vida.
Defendamos con toda la fuerza de nuestros músculos, de nuestro pensar, de nuestro sentir a la patria donde nacimos y a la Madre Patria donde retornaremos para el viaje por el abismo de la eternidad, el Planeta Azul, la Tierra.

Fundación Azul Ambientalistas

domingo, 30 de agosto de 2015

Desde Maracaibo, 100 mil firmas por la defensa del Esequibo. Campaña ambientalista "En el Esequibo Exxon NO!!"


MANIFIESTO DE MARACAIBO

A los ambientalistas del mundo, a los que defienden la naturaleza, a los que aman a los arboles, la fauna, a los que respetan la vida hasta el último latido, a los que creen que cada especie en el planeta tiene su razón de ser, a los que entienden que este lugar mágico que se llama Tierra hay espacio para los humanos y los no humanos.  A los que desafían a los antiplaneta en cualquier lugar de nuestra esférica casa,  los llamamos a que juntos protejamos ese virgen lugar natural, uno de los pocos pulmones verdes que aun queda en la América llamado El Esequibo venezolano. 

Hoy la corsaria alianza Exxon Mobil y el Gobierno de Guyana Británica, pretenden por la fuerza apoderarse de ese inédito territorio natural, hogar de mas de 400 especies de peces endémicos,  800 tipos  de aves, 1.168 de vetebrados  y  santuario  de bosques de gigantes arboles.   Permitir operaciones petroleras y mineras es condenar a la desaparición de una extraordinaria e importantísima flora y fauna del Continente.  

Desde Maracaibo, la ciudad del sol amada, capital del Estado Zulia, a los 29 días del mes de Agosto del 2015,  expresamos nuestra solidaridad por la defensa de la biodiversidad del Esequibo y nos sumamos a la campaña internacional "En el Esequibo Exxon NO!!"

Lenin Cardozo, Gustavo Carrasquel, Rafael Peñaloza, Normando González, Danmary Boscán, Jakelin Cegarra, Willian Añez, Lisimaco Paz, Heli Vera, Aura Valdez, Dominga Villalobos, Rita Romero,  Andria Perez,  Berrios Janeth,  Sheisi Pariacano Vasquez,  Mayorli Antequera,  Marialina Pereira,  Solon Dario Duran Casas,  Andrea Perez,  Loruhama Quevedo De Parra,  Oswaldo Vargas,  KAINA MORILLO,  VILMA GIL,  MALID PEDREANEZ,  Estharky Sanchez,  Maria Gabriela Sulbaran Diaz,  Maribel Villavicencio,  Azulma Patiño,  María Laura Chávez Bravo,  Leopoldo Parra,  Patricia Nava,  Yusleidy Nava,  José Omar García Gómez,  Jose Mendez,  Andrea Perez,   Javier Paz,  Mendez Alberlin,  Lenin Torres,  Alirio Jose Dominguez Quiva,  Maria Alejandra Güere Nava,  Robinson Sandoval,  José Luís Ochoa Quiroz,  Eiver Torcates,  Jose L Urdaneta,  Echeto Mayrelis,  Yoa Portillo,  Adonay Teresa Pirela Merchan,  Mirta Petit,  Douglas Morillo,  Jose Lares,  Ninfa Raquel Adarme Rincón,   Ginelvy Carolina Borges,    Janeth Pulgar,   Guillermo Mata Roldán,   Julio Ramon Flores Arraiz,   Juan Eduardo Romero Jiménez,   Carlos Luis Diaz,   Mercedes Sánchez,   Virgilio Castellano,   Rocio De Scannella,   Lesbia Guerrero,   Ademir Rosales,   Wilfredo Paz,   Carlos Ruiz,   Miguel De la Vega,   Paola Sanchez,   Angel Acosta,   Yenior Villavicencio,   Meiby Yoselin Villasmil Medina,   Ines Piña,   Tifani Flores,   Nathaly Romero,   Lorena Beatriz Chacin Moreno,   Lorena Beatriz Chacin Moreno,   Vanessa Carolina,   Valexky Sanchez,   Gerardo Aldana,  Jose Leonardo Hill Araujo,   Rigoberto Arandia,   Domenica Nava,    Joselyn Nuñez de Arjona,   Harrison Schmitt Morales Fereira,   Arlen Virginia,   Javier Naranjo,   Katiuska Nathalie,   Javier Naranjo,   Urdaneta Yury,   Jonathan Martínez,    David Gonzalez Chirinos,   Saulo Muñoz,   Rudy Chacin Almarza,   Maria Piña,   Ruben Censial,   Peggy Fereira Romero,   Ingrid Carolina Urdaneta Montiel,  Evaristo Hernández,   Argenis Zambrano,  Sair Galban,  Luis Fernandez,  Alexis Rincon,  Luz Paz,  Luis Chacin,   Franklin Antonio Bermudez,   Edgar Jose Vazquez Quintero  Segundo Mavarez,  Hermes Lugo,  Beatriz Ramirez,  Javier Segundo Linares Rodriguez,  Arlenys Bravo,  Mirla Martinez,   Victor Ortega,  Carlos Pirela,  Yoeli Mendoza, Ernesto Andrade,  Nancy Susana Leal   Sivel Paola Pariacano VásquezAlbely Parra Finol, Maritza Molero, Adán Parra, Cecilia del Pilar Oberto Villalobos, Julio Cesar Oberto Villalobos, Andreina del Carmen Hernández Villalobos, Magalis del Carmen Villalobos, Edicta de la Chiquinquira Villalobos, Zenaida de la  Chiquinquira Villalobos, Yecenia Atencio Materan,  Narvy Hernández González, Buitrago Fuentes Justo Pastor, Yamile Lizarazo de Hernández, Isabel Cristina Hinojosa de Aro, Rosa Isela Sandoval, Lariamne Beatriz Murillo, Josefina Ramona Paredes de Peña, Cira marys Quintero Guerrero, Yanet Coromoto Perez, Alexís Dario Duarte Cardozo,, José Melvin Fiallo Fuentes, Karla Alexandra Frías de López, Luciana Caringi Vega, Crispula Alcira Paredes, Luz Marina Zapata Gomez, María Maritza Mojica de Osorio, Fernándo josé Guillen Rios, Maribel González Contreras, Yhony González Vilchez, Emilio Diaz, Miguel Chacin, José Rafael Caldera, Fanny del carmen Vivas, Rafael Augusto Oliveros Morales, Samary Roxana Torreglosa Camarillo, Pedro Elías Centeno Mendoza, Andy Hernández Villalobos, Cesar Alberto Oberto Blanco, Valeska Salas Gómez, ....

Si Ud.considera puede sumarse a la defensa del Esequibo... 

http://www.azulambientalistas.org/manifiesto-de-maracaibo.html


Viernes 18 de Septiembre, 9 am concentración ambientalista en el Parque de la Marina, "En el Esequibo Exxon NO!!"




RioPotaroGuayanaEsequiba






Foto de Rainbow and Kaieteur Falls seen from above - Guyana - América

METAECOLOGÍA. SU HORIZONTE POÉTICO


Si la ecología investiga la dinámica vinculación de los organismos vivos con el ámbito donde se desenvuelve su presencia, mediante disímiles perspectivas científicas coincidentes en su versión académica.  En su versión social-política hizo, en la praxis de la acción, de la prédica de estos conocimientos un apostolado en la defensa real, eficientemente, de los espacios naturales del Planeta en un intento siempre desesperado por detener su deterioro por obra del factor antrópico.

Ahora bien, antes del concepto científico de ecología, siempre ha existido en el Hemisferio Occidental –parodiando la famosa expresión francesa:  “ l´ ecologie avant l´ecologie ”, un nivel de la creatividad artística donde muestra el mismo amor a la Tierra unido a la angustia por su devenir. Este estrato artístico-espiritual lleno de sentimiento ecológico (sin afán cientificista ni tampoco diatriba) lo hemos nominado METAECOLOGÍA.

Desde la poesía de Homero, en la Ilíada, en la Odisea ya se enaltecen exhaustivamente los lindos territorios, islas, regiones continentales de aquella Grecia. Heredó la civilización romana cuanto pudo del conocimiento helénico así también la filia mediante el apoyo descriptivo de la hermosura de los paisajes de la parte italiana del Imperio Romano, bastante para remover el entusiasmo del lector al recordar las Églogas, las Geórgicas de Virgilio. Desde entonces legado permanente, de la poesía lírica occidental.

Más no sólo la poesía, durante el Renacimiento europeo los grandes maestros de la pintura respaldaron con sus obras esta presencia de la naturaleza silvestre: Si observan con detenimiento sus lienzos, se percibirán al fondo detrás de los planos de las figuras centrales, encantadores panoramas de la vegetación característica, a veces con sus animales, de las respectivas jóvenes naciones de entonces. Un siglo después, testimonio de aquel fecundo verdor alrededor de las ciudades, en las telas de Watteau, de Poussin y Cruzón, este impulso con la amorosa vehemencia hasta la primera mitad del siglo veinte: la inconfundible luminosidad mediterránea del mediodía francés, junto con su flora, enriqueció con sus verdes, sus caminos, sus azules, sus violetas, sus dorados, la pintura de H. Matisse, de C. Monet.

            Por supuesto, la música con su fuerza reveladora de las densas, crípticas, emociones del espíritu expuso con gran intensidad sobre la urdimbre de sus notas, la gracia de los ambientes naturales consubstanciados con la existencia de sus pobladores. Volvamos a oír en el recuerdo –mientras se leen estas páginas- el dulce homenaje de Vivaldi a la primavera. al verano, al otoño, al invierno (Las Cuatro Estaciones), a la Sexta Sinfonía de Beethoven, la Sinfonía Escocesa de Medelssohn, Mi País de Smetana, Finlandia de Sibelius, La Consagración de la Primavera de I. Stravinski, entre muchísimas otras partituras exponentes de la afectividad por las regiones naturales, por las cautivantes visiones, por los encantamientos del tercer astro del sistema solar, por su rostro más noble: la vida.

            En Venezuela, tal vez ha sido en la  pintura, en los libros sobre plantas y animales, por su sabiduría y propósito: la fauna descriptiva de Venezuela, de Eduardo  Röhl, el Manual de plantas usuales de Venezuela de H. Pittier, los sorprendentes volúmenes sobre Hierbas y árboles venezolanos de Jesús Hoyos. En la narrativa, la poesía donde las exuberantes extensiones de la Patria,  halló sus grandes divulgadores, cabales intérpretes de la beldad de su naturaleza, De la creación pictórica llegan a la memoria Armando Reverán con sus “marinas” y paisajes de la Guaira, Rafael Monasterio, Luis Alfredo López Méndez. En la narrativa el paisaje venezolano ocupa un lugar al mismo nivel de la fábula en la obra, de los personajes, de la tesis; la novela de Rómulo Gallegos lo prueba de manera fehaciente, como nadie, exaltó con un enunciación cargada de filia las grandes extensiones geográficas componentes de Venezuela: Los Llanos (Doña Bárbara, Cantaclaro), la selva (Canaima), la planicie al noroeste del Lago de Maracaibo (Sobre la misma tierra), la Cordillera de la Costa (Pobre negro), más antes de Gallegos igual trataron con discurso noble, aspectos de la superficie del país M. V. Romero García, en el siglo diecinueve con su novela Peonía; a comienzos de la centuria pasada,  virtuosos en esta fortitud descriptiva a la par de salvadora, dignos representantes de la narrativa fueron L. M. Urbaneja Achelpohl (¡En este País!), Manuel Díaz Rodríguez (Ídolos rotos, Peregrina).

En la poesía ¡desde Andrés Bello hasta nuestros días! la prolija y abrumadora presencia de la poesía lírica, impide condensar los escritos recogidos sobre ese aspecto por demás innecesario que en sus libros precisamente tratan.

Image result for danseuse créole henri matisse 1950Entonces bien, por sobre la noble ciencia de la ecología, hay una versión artística espiritual de ese mismo amor a la Tierra junto a la inquietud por su destino. Siempre el hombre sabio ha percibido ese afecto, esa entrañable visualización del Planeta como la “makros oíkos”,  la extensa casa de todos dentro de la cual cruzamos la aventura de la existencia, identificados, comprometidos, con su devenir.

Significa la poesía del entorno un intenso diálogo con el tiempo, con la eternidad metáfora envolvente de una súplica a Zeus, a Theá, Artemis, a Dea Diana, la Divina defensa silenciosa de la Tierra.

Ese horizonte artístico espiritual, pleno de pasión ecológica, la nombramos pues, METAECOLOGÍA




Danseuse créole. Henri Matisse ,1950