sábado, 14 de enero de 2012
Venezuela: 2012, año electoral sin propuestas ambientales
En Venezuela el año 2012 es un muy importante electoralmente. Se elige presidente y gobernadores. Los candidatos tanto del gobierno como los de la oposición, muestran sus mejores propuestas, ofertas y compromisos. Existe un elemento común entre todos ellos. El tema ambiental es el gran ausente. Si usted no es pobre, desplazado o damnificado, resígnese entonces porque las “buenas intensiones” no incluyen otros sectores.
En base al interés de insertar en el debate político electoral venezolano, un mensaje ambientalista y conservacionista, capaz de generar reflexión e inspiración entre los universitarios, intelectuales, profesionales, jóvenes, empresarios, religiosos, ambientalistas y otros excluidos del debate nacional, hacemos las siguientes propuestas a los candidatos:
Disponibilidad de Agua potable para todos.
Se hace necesaria una Ley de Protección de Lagos, Ríos y Reservorios de Agua, para regular el uso eficiente de los recursos hídricos su distribución equitativa, especialmente en el sector agrícola, industrial y comercial. Venezuela requiere implementar e implantar una política de conservación y uso sustentable de sus cuencas hidrográficas.
Fomentar y preservar Parques y bosques para la recreación, no para solventar los requerimientos de los problemas habitacionales.
Necesitamos con urgencia una Ley de Recuperación de Parques y Bosques. Debe ser un mandato, detener el rancherismo (oficio inescrupuloso de hacer ranchos en cerros, montañas y cordilleras) carcomiendo internamente todos nuestros parques y bosques. El país adolece de una política clara contra la impunidad de invasores de las reservas de flora y fauna silvestre.
Energías limpia y a bajo costo.
Implementar incentivos, préstamos, financiamientos, para que la población se dote de fuentes de energía renovables no convencionales, tales como biomasa, geotermia, eólica, solar, etc. Venezuela requiere una política energética no convencional.
Reciclaje, reutilización y reducir para frenar el sobreconsumo.
El reciclaje no puede seguir siendo una campaña solidaria, debe transformarse en una política de estado. Es prioritaria una Ley nacional de Reciclaje. Se deben regularizar los lugares de disposición final de los residuos sólidos domiciliarios a lo largo del país a fin de garantizar la salud de las personas, el cuidado del ambiente, disminuir la cantidad de residuos que llegan a los rellenos sanitarios y de ampliar su vida útil.
Ministerio para el Cambio Climático.
Crear del Ministerio para el Cambio Climático, que absorba instituciones como Defensa Civil, Bomberos, Instituto de Meteorología, Guardia Costera entre otros, con el objetivo de ser una autoridad única a la hora de prever y tomar medidas de acción inmediata ante las múltiples contingencias que vive el país productos de los desarreglos climáticos. Ser el ente responsable o cuentadante de poblaciones desplazadas y aquellas que actualmente habitan en refugios.
La Defensoria del ambiente.
Crear la Defensoria del Ambiente, como figura encargada de resguardar los derechos ciudadanos frente a acciones arbitrarias del Estado o de privados en materia ambiental. Mediación de conflictos ambientales. Denuncias sobre el maltrato animal y venta de fauna silvestre. Poner a disposición de la ciudadanía la información ambiental producto de estudios y monitoreos existente en los organismos públicos.
Empleo y divisas con el Ecoturismo.
Declarar el Ecoturismo como política nacional. Crear circuitos turísticos en las ciudades y áreas naturales. Capacitar a la ciudadanía para su inserción en la industria del turismo. Incentivar, financiar posadas, centros artesanales, transporte terrestre y acuático para turismo. Construir módulos de información y baños públicos en cada uno de los circuitos. Crear la Ecopolicía.
Señores candidatos queremos ser incluidos en el debate político. Esperamos propuestas.
C'è bisogno dei poveri, più sono e meglio è!
Immaginate un paese o una città o uno stato senza poveri. Non è possibile. Più che un sogno per i politici sarebbe un vero incubo. La povertà, gli conviene a tutti. A tutti coloro che ne hanno bisogno come un modo per rimanere in politica usando la massa lavorale per fare ricchezza. La povertà è buona per gli imperialisti e anti-imperialista, “pitiyankees” o anti-yankees. E se è povertà estrema è meglio. I guadagni sono di più.
La povertà è docile, malleabile, manipolabile, sensibile, emozionale, confortevole, ingenua e molto buona, per essere trasportata da speranze terrestre e extraterrestre. La povertà è uno stile di vita. Più che fisica, la povertà è mentale, è una credenza collettiva, dove tutti sono apparentemente disabili, incapaci di avvalerci dei suoi propri mezzi, di avanzare nella vita o progredire. Si percepice come uno stato sonnolento della mente, che fa muovere il corpo quasi istintivamente. Per non dire, primitivamente. La povertà inoltre, cresce, si riproduce in solitudine o indotta. Ma sia qualsiasi delle sue forme, è sempre utile. Chi ha per se un pezzo di povertà controllata, ha un cammino sicuro verso il successo. Qui se compie il proverbio: dimmi quanta povertà controlli e vi dirò quanto è la vostra ricchezza.
Contra la povertà, tutti noi lottiamo, tutti noi vogliamo salvare i poveri. Moriamo e viviamo per aiutare i poveri. Chi non ama i poveri?.
Ma tanta preocupazione perché? Semplice: Gestire, manipolare la povertà è uno dei migliori affari del mondo. È la grande industria. È avere soggetti, servi a buon mercato, eserciti di zombie privati, seguaci eterni, incondizionali sotto la promessa che la povertà scomparirà un giorno, a condizione che siano guidati dal suo padrone, leader, pastore, capo, genitore, o come si faciano chiamare i proprietari di quella povertà in particolare.
Quello che non sanno i poveri, è che gli ultimi interessati nel porre fine alla povertà sono gli stessi che promettono di combatterla. La povertà è come la storia del "cocco". Ecco che arriva il cocco, andiamo tutti a combattere il "cocco", dice il leader, e sorpresi a tutti con la sua eloquenza, il coraggio e bravura, ma che nessuno amazzi al "cocco", perché senza il "cocco", non ci sarebbe un leader da seguire e finirebbero i benefici.
La povertà è una verità che tutti lo sanno ma nessuno lo dice. Lo sanno gli stessi poveri, e i coproprietari di quelle povertà. Ma si nasconde, si fa finta, tutti chiudono un occhio alla povertà, per che scorra senza molti ostacoli, il rapporto perverso tra la povertà e coproprietari. La povertà ha anche dato il suo contributo al linguaggio dell’umanità, a coniare le sue stesse parole e di integrarle al linguaggio quotidiano: “cachifo”, “cachifiando”, poveretto, povero diavolo, "in cobrito", “pelao”, "senza soldi", "morto di fame”. affamati, “piedi in terra", miserabile, “lambuceo”, e tante altre. Con la povertà è nata una nuova scienza: Amministrazione della Povertà, con il suo Master Business Poor proprio, con molto più potenziale e futuro che la consumata Amministrazione di Azianda e il suo Master Business Administration.
Infine, abbiamo scoperto che il mondo non è diviso tra ricchi e poveri. Il mondo è diviso tra coproprietari di povertà e la povertà che si avicina al miglior offerente. O meglio, povertà confortevole. Coloro che non siamo allineati a nessuna di queste categorie, siamo solo alcuni poveri disadattati.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
Il linguaggio del XXI secolo, Il linguaggio ambientalista.
La questione è diventata più complessa in modo che i diversi saperi sono costretti a convergere, per dare vie di uscite, risposte a ad una unica preocupazione, che è quella di salvare il pianeta. Portando così alla costruzione di un nuovo linguaggio, il nuovo linguaggio della scienza, il linguaggio ambientalista. Discipline quali la biologia, botanica, zoologia, ecologia, tassonomia, geografia, geologia, astronomia, oceanografia, meteorologia, idrologia, medicina, antropologia, sociologia, filosofia, tra le altre, si sono riunite per parlare il linguaggio del XXI secolo.
La sfida è quella di impararla, di trasferirla, insegnarla, a diventare missionari di questa nuova lingua, fare di questa causa un ministero, un apsotolato e predicare, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, la profondità di ciascuna delle sue parole. È l’ultimo vangelo, l'ultima occasione per unire le forze e fermare gli squilibri ambientali che abbiamo prodotti attraverso il ventesimo secolo finora.
Non c'è alcun modo di ignorare la realtà ambientale del pianeta Terra. La Madre Terra stessa si è incaricata di farci pagare con insteresi alti la nostra indifferenza, il nostro consumo eccessivo, la nostra azione predatora ed egocentrica. Siamo sempre più soli, con minori opportunità di sognare un futuro dove siamo stati condannati a morte molto tempo prima di arrivare. Allora dobbiamo imparare il linguaggio della vita, armonia, equilibrio, ponderazione, la convivenza, il riconoscimento dell'esistenza di altri esseri viventi. Il linguaggio è puro, sincero, creativo, senza sfumature ideologiche di questa fase diell’umanità, che ci permetterá di essere d’accordo per essere assertivi, per non fallire nella diagnosi, e non improvvisare sulle azioni. Il Linguaggio ambientalista, è la lingua suprema.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
Sociologia dell'ambiente, lo spazio necessario delle conoscenze per salvare il pianeta.
Se qualcuna disciplina della conoscenza nel secolo XXI, ha un ruolo da protagonista, quella è la sociologia, sociologia ambientale in particolare. Questo approccio, lo afirma, il loro potenziale e la loro capacità di sistematizzare le diverse conoscenze che oggi sono coinvolti nella discussione delle problematiche ambientali. Questo apre una strada per gli uomini e le donne che abbracciano la professione che studia le società e la loro interazione con ecosistemi naturali. Non è più possibile concepire il ruolo di una società, se non vista da una prospettiva di integrazione con la realtà ambientale. È comprendere la costruzione sociale basata sull'adattamento di ogni società con il suo ambiente naturale. Questa nuova prospettiva che collega gli studi di atteggiamenti, abilità, strategie e comportamenti delle società alle problematiche ambientali e le sue relazioni con i territori, spazi e luoghi stanno ripensando la politica di sviluppo che finora non hanno integrato questi elementi in modo chiaro e stanno diventando veri paradigmi di analisi.
Viene quindi posto in primo piano, la Sociologia dell'ambiente, come lo spazio per affrontare lo transdisciplinare, sistematizzare il discorso, e categorie emergenti e concetti del sapere diversi, per costruire un corpo teorico e metodologico, capace di essere assertivo in diversi studi, diagnostici e approcci della realtà socio-ambientale.
Da dove cominciare? Questioni come la cultura dei rifiuti, l'uso corretto dell'acqua e le sue implicazioni sociale, l’ordinamento e gestione delle aree naturali, il cambiamento climatico o gli atteggiamenti e i comportamenti sociali sulle abitudini sostenibili, la comunicazione ambientale, l’educazione ambientale, tra i tanti altri argomenti fanno parte del più ampio programma della nuova sociologia.
Il ruolo della Sociologia Ambientale, si ri fa alla sociologia tradizionale e oggi rappresenta uno strumento strategico delle nuove conoscenze nella ricerca cooperativa delle azioni necessarie da intraprendere, per salvare il pianeta.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
jueves, 12 de enero de 2012
AZUL Ambientalistas. Da muralisti conservazionisti a giornalisti ambientali.
Nella metà degli anni ottanta, ci dichiariamo ambientalisti, e abbiamo iniziato un concetto di murale conservazionista nelle diverse e sobrie pareti della città di Maracaibo, regione del Zulia, Venezuela. Si ha deciso di inserire le icone in cui il criterio è stato uno, dargli ad ogni parete un senso pulito ed estetico, introducendo figure di fogliame e la fauna della regione.
Fino ad allora le mure della città erano coporte con le vecchie campagne pubblicitarie elettorali obsolete. Abbiamo avuto una difesa tenace di ogni spazio conquistato e molti scontri con i partiti politici durante la campagna elettorale, loro hanno tentato senza successo di investirci con i suoi partidari o “sporcatori” di muri. Un poco più di 400 “murales” sono stati registrati nei primi 10 anni.
Negli anni successivi, abbiamo cercato di risvegliare la coscienza ambientalista cittadina, sviluppando iniziative giornalistiche solitarie di attualità sulla conservazione ecologica e ambientale. Per lungo tempo abbiamo conservato intere pagine sui giornali locali, o semplicemente fornendo ai giornali dei nostri scritti.
Siamo andati avanti con l'azione di denuncia, perché tutto ci sembrava troppo "leggero", di fronte alle contingenze ecologiche o ambientali contemporanie. La vergognosa via del carbone che attraversa la città da un capo all'altro, lasciando particelle di carbone, le allergie e ogni sorta di malattie respiratorie, ad ogni passo che facevano i loro camion funerali.
Le emissioni incontrollate di gas inquinante del Complesso Petrochimico il Tablazo che producono prurito, congiuntivite, asma, i bambini con atrofie, e decine di morti strane sono state registrate dai mass media come "normali eventi della città." Amen, il cemento polveroso da San Francisco, avvelenando ai cittadini. E, naturalmente, la più grande vittima della nostra pigrizia nazionale, la nostra incapacità di essere produttivi, di cercare altre fonti di sviluppo, il nostro Lago di Maracaibo. Questo prossimo 25 luglio, tra l'altro, compiera 89 anni ininterrotti di avvelenamento di petroleo.
Il testimone adesso lo porta la terza generazione di Azul Ambientalistas, son passati 24 anni, e quelli che non sono invecchiati sono gli stessi problemi che per oltre due decenni ci seguono opprimendo.
La sfida è ora quella di informare, con qualsiasi mezzo e in tempo reale, comunicare, dare l'allarme. Montato sulle autostrade dell'informazione, il cyberspazio, con le loro reti sociali. Oggi continuiamo a sentirci utili, adesso da CANAL AZUL 24, da BLUE CHANNEL 24, da Facebook con gli Azul Ambientalistas, facendo giornalismo ambientale, difendendo la nuova bandiera di umanità che ha avuto inizio 26 anni fa.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
La realtà ambientale in America Latina
Intervista a Lenin Cardozo a cura di Gustavo Carrasquel, Direttore del Programma Atenzione Ambientale della Fondazione Azul Ambientalistas.
Gustavo Carrasquel: Lenin, ho seguito la tua carriera professionale come scrittore e professionale sulle questioni ambientali, ho letto i tuoi articoli, libri e ricerche su tematiche ambientali latinoamericana. Quindi, da una prospettiva globale, ti domando: Pensi, che i problemi ambientali in America Latina sono problemi ambientali molto differenti nel resto del mondo?
Lenin Cardozo: L'America Latina è una realtà continentale e subcontinentale, ben diversa dal resto dei continenti o sub-continenti del mondo.
La differenza fondamentale è nella ottica o prospettiva di vedere il mondo, interessi locali o regionali, e i gruppi etnici che le abitano.
Abbiamo il più grande polmoni vegetali, giungle e foreste del mondo cosí come la maggiore quantità di terra che non sono stati ancora sfruttate, inoltre abbiamo grandi risorse naturali come l'acqua e le miniere. Le nostre preoccupazioni ambientali sono specifici e le soluzioni principali devono promuovere la crescita responsabile e inclusiva di tutte le specie che ci vivono e viviamo sul pianeta.
Il riscaldamento globale, l'indebolimento dello strato di ozono, e di altre questioni importante e complesse ambientale, cessano di essere la nostra priorità data l’impassibilità davanti alla deforestazione incontrollata dell’Amazzonia, gli interventi umani che accelerano la siccità dei nostri laghi e fiumi, le grandi isole dei rifiuti solidi, l’inquinamento atmosferico da anidride carbonica nelle nostre città, tra le altre situazioni rilevanti. Siamo quindi di fronte a realtà diverse che meritano diverse strategie.
Gustavo Carrasquel: Da questo punto di vista, potremmo dire allora che l'idea di sviluppo sostenibile non è applicabile alla realtà latinoamericana?
Lenin Cardozo: Lo sviluppo sostenibile proposto, è la tesi dei paesi sviluppati, preoccupati per l'imminente esaurimento delle risorse naturali nel corso del tempo, frutto di un consumo eccessivo di queste società, si propone un modelo di consumo più "equilibrato", in funzione di garantire alle generazioni future lo sfruttamento delle stesse risorse. Questo concetto è stato accolto con applausi e acclamazioni e copiati in ciascuna delle costituzioni delle nazioni dei paesi latinoamericani, fino al punto tale che si organizzarono studi di master nell’Università del Centro e Sud America per approfondire "le considerazioni del caso". Ma di quale generazioni future parla questa proposta?, delle generazioni future Latine o africane?, Questa tesi parla delle generazioni di questi paesi sviluppati, perche si parla ancora del pensiero unico, basato sul principio che l’espressione della vita ruota solo attorno ad un specie, la specie del Caucaso (LORO). Un ragionamento totalmente egocentrico e di esclusione..
Gustavo Carrasquel: È pronta l'America con i suoi pensatori, filosofi e scienziati di creare la sua teoria o un metodo per l'analisi ambientale nel subcontinente?
Cardozo Lenin: Negli ultimi 20 anni, filosofi, scienziati, politici e gruppi ambientalisti sono entrati nell'agenda pubblica in America Latina, chiedendo un posto nel dibattito. Leonardo Boff, Marina Silva, Carlos Minc, Marcos Reigota del Brasile; Ernesto Guhl, John Casavelos, Miguel Grinberg, Andres Carsen, Gustavo Rivollier dell'Argentina; Luz Beatriz Gaviria, Jesús Hidrobo, Anibal Patiño, Isaia Tobasura, Hildebrando Velez, Gustavo Wilches de Colombia, Ricardo Navarro, Camacho Hernandez, Jorge Emilio Gonzalez, Homero Aridjis del Messico, Juan Grau de Chile, Egilda Parra, Elio Rios de Venezuela, tra gli altri, con il loro contributo ci è stata aperta la strada per conquistare il pensiero ambientale proprio.
Gustavo Carrasquel: Qual è la proposta o la strada da seguire?
Lenin Cardozo: Stimolare dallo spazio o l’opportunità più piccola alla più grande, la sensibilizzazione, la coscienza cittadina e la partecipazione attiva dalla prospettiva ecologica, conservacionista e ambientalista.
Gustavo Carrasquel: E sul piano ideologico, si potrebbe pensare che la mancanza di nuove bandiere sulla sinistra in America Latina, hanno fatto che questo approccio politico si avicine o rifugia nel discorso ambientale, attraverso la militanza e l'attivismo di gruppi ecologici e ambientalisti? Faccio questa citazione, per la nascita dei partiti Verdi nella regione, tale come il partito dei Verdi del Brasile, Cile, Colombia, Guatemala, Messico e Argentina, tra gli altri, dove molti dei suoi attivisti sono stati uomini che hanno abbracciato in passato le bandiere della sinistra?.
Lenin Cardozo: Il diritto alla vita di tutte le specie, non è una bandiera di qualsiasi ideologia particolare. La riconciliazione, il consenso, la madre dell’unità ideologica è quella di essere iniziato dalla necessità di salvare il pianeta insieme. I partiti verdi e le associazioni ambientaliste, gli ecologisti o conservacionisti sono spazi di partecipazione dei cittadini. Se le persone di sinistra hanno trovato rifugio in queste organizzazioni o di destra o di centro, presumo che saranno sempre benvenute, perché la tutela ambientale ha bisogno di tutti.
Gustavo Carrasquel: Per concludere, non voglio lasciare questa intervista senza chiederti: cosa pensi dovrebbe essere la posizione dei giornalisti e dei mass media sul risveglio di una consapevolezza ambientale pubblica?
Lenin Cardozo: I giornalisti, i mas media e la comunicazione, dovrebbero anche essere educati sulle questioni ambientali. È lo spazio per il giornalismo investigativo e il giornalismo del reclamo. Altrettanto, i mass media hanno un forte impegno etico con i cittadini, nella programmazione che generano consapevolezza sui diversi problemi ambientali nella regione del paese, e del pianeta.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
miércoles, 11 de enero de 2012
Dieci idee per il glossario ambientale dell'America Latina
L'analisi e le proposte alle preoccupazioni ambientali del subcontinente latino-americano, poco o nulla contribuiscono alla loro soluzione. Tutto questo, a causa del discorso ecologico e ambientale, costruito da un approccio di altre realtà ambientali. Mi avvalo di una analogia musicale, per confrontare queste realtà latino-americana in diversi settori. Questo è il caso della teoria musicale per la creazione di ritmi composti, per interpretare i ritmi latini, folk, Caraibici e Africani. La musica fino alla metà del secolo XIX, non poteva che scriversi, sul concetto di ritmo binario (2/4, 4/4) che vengono utilizzati in marce militari o ternari (3/4) che sono utilizzati in valzer Viennesi, tra gli altri. Data l'incapacità di scrivere, in queste categorie binarie e ternarie questi ritmi latini e/o africani, sono stati ripensati e sono stati creati i ritmi composti (5/8, 6/8, 7/8, 10/8, 11/8 ... 17/8), che non è oltre che la somma o combinazione di diversi modi di ritmi binari e ternari, e d’allora è che hanno imparato a conoscere i nostri ritmi in tutto il mondo. Lo stesso accade quando si cerca di analizzare la realtà ambientale in America Latina partendo dai "ritmi marziali viennese".
Nell'interesse di contribuire alla costruzione di concetti che permettono di dare un supporto teorico linguistico al discorso ambientale latino-americano e per potere cosí sviluppare gli strumenti di analisi necessari per la diagnosi e la ricerca di Ecosoluzioni, lascio alla discrezione del lettore, dieci concetti per il nuovo glossario ambientale.
Ecco i dieci concetti:
1. Ambientalista blu: Denominazione tecnica del colore del pianeta Terra vista dallo spazio.
2. Ecosoluzione: strategie per affrontare con successo le azioni per proteggere le specie e il recupero di spazi distrutti.
3. Crescita responsabile: è la capacità dei popoli amerindi, africani e asiatici per soddisfare le loro esigenze di consumo, da una visione biogenerazionale.
4. Biogenerazione: è il diritto naturale che hanno tutte le specie di alungare la loro esistenza futura nelle stesse condizioni che hanno nel presente.
5. Crescita Responsabile Biogenerazionale: È La capacità dei popoli amerindi, africani e asiatici per soddisfare le loro esigenze di consumo senza compromettere il futuro di tutte le specie che interagiscono in queste comunità. Questo concetto nasce in contrasto con il concetto di Sviluppo Sostenibile creati dai pensatori dei paesi sviluppati per esprimere il loro bisogno di controllare il loro consumo, con lo scopo di garantire alle sue future generazioni di continuare a sfruttare la stessa ricchezza e le risorse che attualmente ottengono dai territori dell'America Latina, Africa e Asia.
6. Iberoambientaliste: I cittadini di lingua spagnola che difendono i diritti naturali, presenti e futuri di tutte le specie che abitano il pianeta.
7. Latinoambientaliste: I cittadini di subcontinente latino-americano che difendono i diritti naturali, presenti e futuri di tutte le specie che interagiscono nella loro comunità o ecosistema.
8. Atmosfere intervenute: sono le alterazioni che si verificano nell'atmosfera del continente latino-americano a causa delle emissioni eccessive e continuo tossiche prodotte nelle loro città.
9. Mexatmosfera: È l'intervento più aggressivo dell'atmosfera che ha il subcontinente americano in una città. Città del Messico, per la sua condizione geografica di valle intrappolati tra le montagna, ha un inquinamento fotochimico che colpisce il 80% della popolazione, con livelli di ozono sopra 0,30 ppm con particelle in sospensione di 10 micron.
10. Desertificazione Amazonica: Processo di desertificazione senza precedenti che si verifica in Amazzonia a causa della predazione, la deforestazione, la biopirateria e l'incendio di alberi. L'Amazzonia è il polmone del mondo, con la più grande foresta pluviale, il fiume più lungo, il flusso d'acqua potabile più grande del mondo e la più grande diversità di fauna e flora. L'impatto della desertificazione dell'Amazzonia è molto più che la generazione di terre secche e aride. E il più grande crimine. generazionale della vita planetaria
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
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