martes, 17 de enero de 2012
Habitantes de América, los más ecologicos
Los habitantes de las Américas (del Continente Americano), tienen una
conexión especial con la naturaleza. Es instintiva, son como hilos invisibles ambientales, conservacionistas, culturales, antropológicos, sociológicos, que los vinculan, atrapan, amarran a esta tierra que los cobija, la cual los distingue, los hace únicos. Este fenómeno igual le ocurre a los pobladores de otros continentes que se residencian en la región. Llega un momento en sus vidas, que no pueden ya regresarse, no porque algo se los impida, sino porque el afecto por estas latitudes no los deja moverse. En todos se despierta desde muy temprano, sentimientos y admiración por los árboles, follaje, montañas, ríos, lagos, mar, fauna, cielo.
El amor por las dos madres, la madre biológica y la natural, se hace también presente a lo largo del ciclo de sus vidas. Este sentimiento, afecto por lo natural se transmite genéticamente. Es la ancestral sangre aborigen quien, por múltiples vías, induce, seduce. La ecosmovisión del planeta, la veneración por la madre Tierra es el legado indígena, eso es lo que los hace ser ciudadanos especiales, perceptivos, solidarios, capaces de lograr de la convivencia con la naturaleza un estilo de vida. Han sido los pobladores que menos han traumatizado a la naturaleza desde que la humanidad se hizo presente en el Continente.
La genética americana hacia lo natural se alimenta diariamente, a partir del agua que consumen (las más pura del planeta), la atmósfera menos contaminada se encuentra en el Continente. Su gastronomía, paso ha ser una de las más importantes del mundo, de las diez especies de mayor consumo, seis son originarias de América: maíz, papa, batata, tomate, pimentón y yuca.
Ambientalistas también con las ideas. Desde América, en pleno siglo XX, se lanzo al mundo el S.O.S por la defensa de la naturaleza. Los valientes jóvenes de los años 70, bajo el lema de la “Paz Verde” (Greenpeace), en Vancouver, al oeste de Canadá, llamaron la atención del mundo al protestar la impunidad hacia el ambiente, al hacer pruebas nucleares en el pacifico. Igual Chico Méndez, lleva la reflexión ante las Naciones Unidas de la necesidad de preservar el gran pulmón verde del planeta, el Amazonia.
En las ecoartes (poesía, música, pintura, literatura) en las últimas décadas el Continente ha sido el gran referente. Igual, en el desarrollo del periodismo ambiental.
Sin discusión, América es el Continente de la naturaleza.
FUTURAMA ... 50 anni dopo.
Finalmente i giapponesi si mangiarono tutti i delfini per fare i suoi sushi ed insieme ai norvegesi e islandesi finirono anche con le balene. I canadesi, estinsero le foche e gli orsi marini. In India la tigre del Bengala scomparsero, come il cane selvatico asiatico, la “grulla sarus”, la tartarugha bastarda, e l'elefante asiatico. In Kenya, non ci rimasero nessun animale selvatico, e fu seguito da altri paesi africani. I cinesi mangiarono tutte le tigri siberiane, scimmie, cani, serpenti, vermi e insetti del Asia e non conformandosi con quello, entrò in guerra con l'Africa, per le termiti e le cavallette.
L'ONU è intervenuta e ha accettato di condividerle. Compagnie del legname portoghese e inglese, hanno distrutto tutte le foreste dell'Amazzonia. L'ultimo albero è stato tagliato in una cerimonia solenne con la presenza tra gli altri, del presidente del Brasile. La British Petroleum e Shell, dopo aver inquinati tutti gli oceani, estratto l'ultima goccia di petrolio dalla terra, finirono anche avvelenando l’acqua potabile.
I test nucleare russo/americani ella regione artica, hanno finito di sciogliere i ghiacciai. Nel Pacifico, con l'aiuto dei cinesi e francesi questi stessi test annientarono tutta la sua flora e fauna. Qualcuno in la Patagonia ha detto, che se c’è mancanza di cibo i pinguini sono una soluzione e in meno di tre mesi sono stati estinti. Le isole Galapagos sono rimaste come museo fotografico, ne anche il guscio delle tartarughe sono stati salvati. La plastica galleggiante dagli oceani, hanno unito i continenti. La parola mascota, è stata abbandonata dal linguaggio internazionale. Ci rimangono il punto di riferimento per una cucina raffinata: Salsa di Boxer, Barbone, il Beagle, Terrier, Dalmata, Pastore, Labrador, Schnauzer, Pitbull, Maltese, Cocker, Collie per gli spaghetti, salsa di siamesi al curry, ecc. Semplicemente abbiamo finito con tutto.
Inoltre abbiamo firmato un nuovo trattato di guerra a Ginevra, dove a causa della mancanza di cibo è stato concordato che i prigionieri se potevano mangiare. Gli afghani e iraniani rimasero, dovuto alla tecnologia, per la carne in scatola. I desadattati di Greenpeace, se gli è stato attribuito lo status di pericolosi terroristi e si gli sono mangiati anche. Gli Azul Ambientalistas sono diventati cladenstini. Il cannibalismo, è diventato il nuovo regime di alimentazione umana. Dal Gruppo dei 12 (paesi sviluppati), si sono raggruppati in 3 e le altre nazioni, sono state cancellate e gli hanno dato il grado di territori di umani per allevamento.
Quante cose sono passate, proprio per non agire tutti ad una sola voce, con lo scopo di fermare l'impunità ambientale 50 anni fa.
Da Lenin cardozo / Hugo Mendez/ ANCA24 Italia
Il pensiero ambientalista, la luce alla fine del tunnel
Alla fine del secolo XIX, sono nate le ideologie che hanno definitivamente spostato il pensiero religioso. Queste ideologie, scoppiano fratturando l'umanità e rendono il secolo XX il centro di discussioni tra la teoria comunista e capitalista. Mentre emersero sfumature da entrambe le parti, questi approcci hanno polarizzato il pensiero politico, fino all'arrivo del secolo XXI stesso.
Il nuovo capitalismo, il capitalismo del XXI secolo, il nuovo socialismo, il socialismo del XXI secolo sono gli ultimi sussulti degli indebolite ormeggi o ancore, di chi come lo struzzo, davanti al panico, mette la testa in un buco per evitare la realtà. Una sorta di incapacità per non capire, i bisogno sempre più tuonanti ed evidenti, di una popolazione che cerca di interpretare i segni drammatici inviatici dalla natura.
La popolazione mondiale di esseri umani aumenta in modo esponenziale e le risorse si esauriscono geometricamente. In 50 anni, nessuno sarà d'accordo, in una di queste ideologie anacronistiche, perché l'attenzione si concentrerà su come sopravvivere in un mondo praticamente distrutto dall'egoismo degli uomini, che non è mai stato in grado di trovare un equilibrio, per riciclare i suoi consumi esagerati, di riconoscere l'esistenza degli altri abitanti del pianeta terra. Ci rimarrà soltanto abitar gli oceani, facendo trame nei mari, come spazi per la produzione alimentare e produzione di acqua potabile.
Il XXI secolo, scopre l'umanità, che ha vissuto immersa nella cultura della loro fretta, assorta nel suo mondo sotterraneo e si risveglia proprio ora di maniera tempestiva, piene di scosse, cercando di interpretare ciò che era invisibile nei suoi primi momenti della sua realtà e che oggi gli diventa travolgente. Come sono i ricorrenti fenomeni naturali che stordiscono alle diverse concentrazioni di persone che vivono nei continenti. I combustibili fossili e idrici sempre più esauriti, la scarsità di cibo e acqua potabile. Questa nuova realtà per molti, richiede dall'inizio di questo nuovo secolo, nuove strategie, nuove idee e approcci. La luce alla fine del tunnel sarà l'ideologia ambientalista, che governarà all'umanità fino alla fine del suoi tempi.
Da Lenin Cardozo/Hugo Mendez/ANCA24 Italia
lunes, 16 de enero de 2012
Entrevista ambiental con el Sr. Candidato
Comienza la rueda de prensa con el candidato, se levanta el primer periodista y pregunta:
¿Señor Candidato, a que atribuye usted que a pesar del gran debate electoral sobre aspectos fundamentales del acontecer nacional, el tema ambiental es el gran ausente?
Agradezco profundamente tu inquietud al plasmar esa reflexión, por demás profunda y de un alto contenido humanista. Valoro mucho, el coraje, el arrojo de tus palabras, sé que ejercer el periodismo muchas veces va en contra de principios personales porque cuando se trabaja para entes privados o del estado, hay veces que no se puede ser totalmente imparcial en las cosas, pero veo en ti, una real decisión en la búsqueda de la verdad y eso hay que admirarlo. Sigue así mijo, seguro que vas a llegar muy lejos. La siguiente pregunta:
El segundo periodista, según la lista hecha por el orden de llegada expone:
¿Señor Candidato, que piensa usted que hay que hacer con la disposición de la basura en el país?
Déjame decirte que esa pregunta es muy importante. Hay personas que no entienden lo trascendente de esta materia y pareciera que le restan importancia. Que equivocados están. Ese es un asunto muy significativo y te agradezco de verdad habérmelo planteado. Todos los que me conocen saben que en mi tienen además de un excelente gerente publico, un amigo, un hermano y que nadie nunca tenga temor en preguntarme nada. La siguiente pregunta:
Toma la palabra otro periodista: ¿Candidato los lagos cada vez están mas contaminados y estos a su vez por la sedimentación están desbordándose o subterráneamente se están comunicando con los embalses de agua potable, poniendo en alto riesgo la salud de la población, que tiene planeado al respecto?
Menos mal que me estas preguntando eso, porque ya es hora de decir las cosas bien claras y sin tapujos. Nosotros tenemos que hablar con sinceridad y decir verdades duélale a quien le duela. Yo siempre he dicho, que aquí no se trata ni de colores ni de credos, esto es algo serio, realmente circunspecto que todos debemos entender. Estoy abierto a trabajar con todos en la búsqueda de la mayor felicidad posible, ese es mi gran compromiso. El siguiente:
Otro osado periodista pregunta: ¿Candidato que acción piensa tomar contra las personas que están invadiendo los parques nacionales y /o reservas naturales con la excusa de que no tienen terreno para construir sus viviendas?.
Te agradezco mucho que traigas esa idea para que lo conversemos. Si no lo planteaba algunos de ustedes aquí, yo mismo lo iba hacer. No pensaba irme sin explicar bien esto. Uno en la vida tiene que ser responsable y la familia es la célula fundamental de la sociedad. Y sin sociedad no hay progreso. Lo digo ahora y lo diré siempre, así esto no le guste a todos, pero como dicen por ahí, por la verdad murió Cristo.
Bueno muchachos, lamento decirles que con esta respuesta, cierro ya el ciclo de preguntas, debo marcharme de inmediato porque me espera otra rueda de prensa de temas tan relevantes como este. No dejen de votar y recuerden siempre que yo soy el camino de la esperanza futura utópica
Acto seguido, el equipo del candidato hizo los aplausos de rigor y se levantaron de sus asientos.
Muchos periodistas se quedaron con preguntas por hacer ….
sábado, 14 de enero de 2012
Venezuela: 2012, año electoral sin propuestas ambientales
En Venezuela el año 2012 es un muy importante electoralmente. Se elige presidente y gobernadores. Los candidatos tanto del gobierno como los de la oposición, muestran sus mejores propuestas, ofertas y compromisos. Existe un elemento común entre todos ellos. El tema ambiental es el gran ausente. Si usted no es pobre, desplazado o damnificado, resígnese entonces porque las “buenas intensiones” no incluyen otros sectores.
En base al interés de insertar en el debate político electoral venezolano, un mensaje ambientalista y conservacionista, capaz de generar reflexión e inspiración entre los universitarios, intelectuales, profesionales, jóvenes, empresarios, religiosos, ambientalistas y otros excluidos del debate nacional, hacemos las siguientes propuestas a los candidatos:
Disponibilidad de Agua potable para todos.
Se hace necesaria una Ley de Protección de Lagos, Ríos y Reservorios de Agua, para regular el uso eficiente de los recursos hídricos su distribución equitativa, especialmente en el sector agrícola, industrial y comercial. Venezuela requiere implementar e implantar una política de conservación y uso sustentable de sus cuencas hidrográficas.
Fomentar y preservar Parques y bosques para la recreación, no para solventar los requerimientos de los problemas habitacionales.
Necesitamos con urgencia una Ley de Recuperación de Parques y Bosques. Debe ser un mandato, detener el rancherismo (oficio inescrupuloso de hacer ranchos en cerros, montañas y cordilleras) carcomiendo internamente todos nuestros parques y bosques. El país adolece de una política clara contra la impunidad de invasores de las reservas de flora y fauna silvestre.
Energías limpia y a bajo costo.
Implementar incentivos, préstamos, financiamientos, para que la población se dote de fuentes de energía renovables no convencionales, tales como biomasa, geotermia, eólica, solar, etc. Venezuela requiere una política energética no convencional.
Reciclaje, reutilización y reducir para frenar el sobreconsumo.
El reciclaje no puede seguir siendo una campaña solidaria, debe transformarse en una política de estado. Es prioritaria una Ley nacional de Reciclaje. Se deben regularizar los lugares de disposición final de los residuos sólidos domiciliarios a lo largo del país a fin de garantizar la salud de las personas, el cuidado del ambiente, disminuir la cantidad de residuos que llegan a los rellenos sanitarios y de ampliar su vida útil.
Ministerio para el Cambio Climático.
Crear del Ministerio para el Cambio Climático, que absorba instituciones como Defensa Civil, Bomberos, Instituto de Meteorología, Guardia Costera entre otros, con el objetivo de ser una autoridad única a la hora de prever y tomar medidas de acción inmediata ante las múltiples contingencias que vive el país productos de los desarreglos climáticos. Ser el ente responsable o cuentadante de poblaciones desplazadas y aquellas que actualmente habitan en refugios.
La Defensoria del ambiente.
Crear la Defensoria del Ambiente, como figura encargada de resguardar los derechos ciudadanos frente a acciones arbitrarias del Estado o de privados en materia ambiental. Mediación de conflictos ambientales. Denuncias sobre el maltrato animal y venta de fauna silvestre. Poner a disposición de la ciudadanía la información ambiental producto de estudios y monitoreos existente en los organismos públicos.
Empleo y divisas con el Ecoturismo.
Declarar el Ecoturismo como política nacional. Crear circuitos turísticos en las ciudades y áreas naturales. Capacitar a la ciudadanía para su inserción en la industria del turismo. Incentivar, financiar posadas, centros artesanales, transporte terrestre y acuático para turismo. Construir módulos de información y baños públicos en cada uno de los circuitos. Crear la Ecopolicía.
Señores candidatos queremos ser incluidos en el debate político. Esperamos propuestas.
C'è bisogno dei poveri, più sono e meglio è!
Immaginate un paese o una città o uno stato senza poveri. Non è possibile. Più che un sogno per i politici sarebbe un vero incubo. La povertà, gli conviene a tutti. A tutti coloro che ne hanno bisogno come un modo per rimanere in politica usando la massa lavorale per fare ricchezza. La povertà è buona per gli imperialisti e anti-imperialista, “pitiyankees” o anti-yankees. E se è povertà estrema è meglio. I guadagni sono di più.
La povertà è docile, malleabile, manipolabile, sensibile, emozionale, confortevole, ingenua e molto buona, per essere trasportata da speranze terrestre e extraterrestre. La povertà è uno stile di vita. Più che fisica, la povertà è mentale, è una credenza collettiva, dove tutti sono apparentemente disabili, incapaci di avvalerci dei suoi propri mezzi, di avanzare nella vita o progredire. Si percepice come uno stato sonnolento della mente, che fa muovere il corpo quasi istintivamente. Per non dire, primitivamente. La povertà inoltre, cresce, si riproduce in solitudine o indotta. Ma sia qualsiasi delle sue forme, è sempre utile. Chi ha per se un pezzo di povertà controllata, ha un cammino sicuro verso il successo. Qui se compie il proverbio: dimmi quanta povertà controlli e vi dirò quanto è la vostra ricchezza.
Contra la povertà, tutti noi lottiamo, tutti noi vogliamo salvare i poveri. Moriamo e viviamo per aiutare i poveri. Chi non ama i poveri?.
Ma tanta preocupazione perché? Semplice: Gestire, manipolare la povertà è uno dei migliori affari del mondo. È la grande industria. È avere soggetti, servi a buon mercato, eserciti di zombie privati, seguaci eterni, incondizionali sotto la promessa che la povertà scomparirà un giorno, a condizione che siano guidati dal suo padrone, leader, pastore, capo, genitore, o come si faciano chiamare i proprietari di quella povertà in particolare.
Quello che non sanno i poveri, è che gli ultimi interessati nel porre fine alla povertà sono gli stessi che promettono di combatterla. La povertà è come la storia del "cocco". Ecco che arriva il cocco, andiamo tutti a combattere il "cocco", dice il leader, e sorpresi a tutti con la sua eloquenza, il coraggio e bravura, ma che nessuno amazzi al "cocco", perché senza il "cocco", non ci sarebbe un leader da seguire e finirebbero i benefici.
La povertà è una verità che tutti lo sanno ma nessuno lo dice. Lo sanno gli stessi poveri, e i coproprietari di quelle povertà. Ma si nasconde, si fa finta, tutti chiudono un occhio alla povertà, per che scorra senza molti ostacoli, il rapporto perverso tra la povertà e coproprietari. La povertà ha anche dato il suo contributo al linguaggio dell’umanità, a coniare le sue stesse parole e di integrarle al linguaggio quotidiano: “cachifo”, “cachifiando”, poveretto, povero diavolo, "in cobrito", “pelao”, "senza soldi", "morto di fame”. affamati, “piedi in terra", miserabile, “lambuceo”, e tante altre. Con la povertà è nata una nuova scienza: Amministrazione della Povertà, con il suo Master Business Poor proprio, con molto più potenziale e futuro che la consumata Amministrazione di Azianda e il suo Master Business Administration.
Infine, abbiamo scoperto che il mondo non è diviso tra ricchi e poveri. Il mondo è diviso tra coproprietari di povertà e la povertà che si avicina al miglior offerente. O meglio, povertà confortevole. Coloro che non siamo allineati a nessuna di queste categorie, siamo solo alcuni poveri disadattati.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
Il linguaggio del XXI secolo, Il linguaggio ambientalista.
La questione è diventata più complessa in modo che i diversi saperi sono costretti a convergere, per dare vie di uscite, risposte a ad una unica preocupazione, che è quella di salvare il pianeta. Portando così alla costruzione di un nuovo linguaggio, il nuovo linguaggio della scienza, il linguaggio ambientalista. Discipline quali la biologia, botanica, zoologia, ecologia, tassonomia, geografia, geologia, astronomia, oceanografia, meteorologia, idrologia, medicina, antropologia, sociologia, filosofia, tra le altre, si sono riunite per parlare il linguaggio del XXI secolo.
La sfida è quella di impararla, di trasferirla, insegnarla, a diventare missionari di questa nuova lingua, fare di questa causa un ministero, un apsotolato e predicare, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, la profondità di ciascuna delle sue parole. È l’ultimo vangelo, l'ultima occasione per unire le forze e fermare gli squilibri ambientali che abbiamo prodotti attraverso il ventesimo secolo finora.
Non c'è alcun modo di ignorare la realtà ambientale del pianeta Terra. La Madre Terra stessa si è incaricata di farci pagare con insteresi alti la nostra indifferenza, il nostro consumo eccessivo, la nostra azione predatora ed egocentrica. Siamo sempre più soli, con minori opportunità di sognare un futuro dove siamo stati condannati a morte molto tempo prima di arrivare. Allora dobbiamo imparare il linguaggio della vita, armonia, equilibrio, ponderazione, la convivenza, il riconoscimento dell'esistenza di altri esseri viventi. Il linguaggio è puro, sincero, creativo, senza sfumature ideologiche di questa fase diell’umanità, che ci permetterá di essere d’accordo per essere assertivi, per non fallire nella diagnosi, e non improvvisare sulle azioni. Il Linguaggio ambientalista, è la lingua suprema.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
Sociologia dell'ambiente, lo spazio necessario delle conoscenze per salvare il pianeta.
Se qualcuna disciplina della conoscenza nel secolo XXI, ha un ruolo da protagonista, quella è la sociologia, sociologia ambientale in particolare. Questo approccio, lo afirma, il loro potenziale e la loro capacità di sistematizzare le diverse conoscenze che oggi sono coinvolti nella discussione delle problematiche ambientali. Questo apre una strada per gli uomini e le donne che abbracciano la professione che studia le società e la loro interazione con ecosistemi naturali. Non è più possibile concepire il ruolo di una società, se non vista da una prospettiva di integrazione con la realtà ambientale. È comprendere la costruzione sociale basata sull'adattamento di ogni società con il suo ambiente naturale. Questa nuova prospettiva che collega gli studi di atteggiamenti, abilità, strategie e comportamenti delle società alle problematiche ambientali e le sue relazioni con i territori, spazi e luoghi stanno ripensando la politica di sviluppo che finora non hanno integrato questi elementi in modo chiaro e stanno diventando veri paradigmi di analisi.
Viene quindi posto in primo piano, la Sociologia dell'ambiente, come lo spazio per affrontare lo transdisciplinare, sistematizzare il discorso, e categorie emergenti e concetti del sapere diversi, per costruire un corpo teorico e metodologico, capace di essere assertivo in diversi studi, diagnostici e approcci della realtà socio-ambientale.
Da dove cominciare? Questioni come la cultura dei rifiuti, l'uso corretto dell'acqua e le sue implicazioni sociale, l’ordinamento e gestione delle aree naturali, il cambiamento climatico o gli atteggiamenti e i comportamenti sociali sulle abitudini sostenibili, la comunicazione ambientale, l’educazione ambientale, tra i tanti altri argomenti fanno parte del più ampio programma della nuova sociologia.
Il ruolo della Sociologia Ambientale, si ri fa alla sociologia tradizionale e oggi rappresenta uno strumento strategico delle nuove conoscenze nella ricerca cooperativa delle azioni necessarie da intraprendere, per salvare il pianeta.
Lenin Cardozo / Hugo E. Méndez U. / ANCA24 Italia
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